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“Tutto tace, perché?”. Sbarchi a raffica, la fucilata di Matteo Salvini: nel mirino Lamorgese (e Draghi)

Sbarchi a raffica a Lampedusa. Non c’è pace per l’isola, colpita da 400 arrivi la scorsa notte, sbarchi di 14 differenti barchini. Una sorta di “attacco multiplo” all’isola e uno sbarco record, che comporta un lavoro immane per gli uomini della Guardia di finanza, che con le loro motovedette hanno portato avanti una vera e propria staffetta dal molo Favaloro.

 

Tutti gli stranieri sono stati accolti e accompagnati al centro di controllo per un primo triage sanitario. Dunque, il trasporto all’hotspot di Contrada Imbriacola, già da tempo al collasso e pieno ben oltre le sue capacità. Si pensi che soltanto ieri, sabato 2 ottobre, la struttura ha accolto 245 immigrati. 

 

E in seguito all’ultimo massiccio arrivo in Italia, ecco che Matteo Salvini ha nuovamente fatto sentire la sua voce, aprendo il fuoco contro il Viminale e Luciana Lamorgese e tirando in ballo anche Mario Draghi per il mancato faccia a faccia col ministro, questione che si trascina da tempo: “Ho chiesto da mesi un incontro con Draghi e Lamorgese per bloccare il traffico di esseri umani, bloccare sbarchi e salvare vite. Ma dopo 50.000 arrivi clandestini, tutto tace – rimarca -. E anche dopo la condanna del sindaco buonista Mimmo Lucano, che secondo il Tribunale rubava sfruttando gli immigrati, tutto tace. Cui prodest?”, ha attaccato Salvini.

 

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